Vantaggi Fiscali e Bonus POS 2026 per Liberi Professionisti e PMI

L'obbligo di accettare pagamenti elettronici è definitivo in Italia dal 30 giugno 2022 (DL 36/2022, attuativo del PNRR 2). Chi rifiuta un pagamento tramite carta o bancomat è soggetto a una sanzione di 30€ fissi più il 4% del valore della transazione rifiutata. In questo contesto, dotarsi di un terminale POS non è più una scelta, ma un requisito normativo.
Al contempo, il legislatore ha previsto e confermato una serie di agevolazioni fiscali per mitigare l'impatto delle commissioni sui pagamenti elettronici. Conoscere questi strumenti è fondamentale per ottimizzare la propria posizione fiscale nel 2026.
Il credito d'imposta sulle commissioni POS (Bonus POS)
Il cosiddetto "Bonus POS" è un credito d'imposta introdotto dall'art. 22 del DL 124/2019, che consente agli esercenti di recuperare una parte delle commissioni sostenute per l'accettazione dei pagamenti elettronici. La misura è stata prorogata e confermata anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025).
Requisiti di accesso
Il credito d'imposta è destinato a:
- Esercenti attività d'impresa, arte o professioni (titolari di partita IVA)
- Con ricavi o compensi dell'anno d'imposta precedente non superiori a 400.000€
Misura del beneficio
La normativa prevede un credito d'imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per i pagamenti accettati tramite:
- Carte di debito (Bancomat)
- Carte di credito (Visa, Mastercard, ecc.)
- Carte prepagate
- Altri strumenti di pagamento elettronico tracciabile
Il credito si applica alle commissioni relative alle transazioni effettuate da consumatori finali (B2C). Le transazioni con carte aziendali (B2B) seguono una disciplina differente.
Esempio pratico
Un'attività con commissioni mensili di 150€ matura un credito d'imposta di 45€ al mese, pari a 540€ su base annua. Questo importo può essere utilizzato in compensazione a partire dal mese successivo.
| Commissioni mensili | Credito d'imposta mensile (30%) | Risparmio annuo |
|---|---|---|
| 50 € | 15 € | 180 € |
| 100 € | 30 € | 360 € |
| 150 € | 45 € | 540 € |
| 300 € | 90 € | 1.080 € |
Come utilizzare il credito d'imposta
Il recupero del credito avviene attraverso il meccanismo della compensazione nel Modello F24.
Procedura operativa
- Maturazione: il credito matura mensilmente, in base alle commissioni effettivamente addebitate dal fornitore del servizio di pagamento
- Utilizzo: il credito può essere utilizzato in compensazione nel Modello F24 a partire dal mese successivo a quello di maturazione
- Codice tributo: il codice da indicare nel Modello F24 è il 6916 (si consiglia di verificare eventuali aggiornamenti con il proprio commercialista)
- Dichiarazione dei redditi: il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi dell'anno di riferimento
Il credito d'imposta non concorre alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF/IRES e IRAP.
Obbligo POS e sanzioni per il rifiuto dei pagamenti elettronici
Dal 30 giugno 2022, ai sensi del DL 36/2022, tutti gli esercenti e i professionisti sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di debito, credito e prepagate. Il rifiuto comporta una sanzione amministrativa di 30€ più il 4% del valore della transazione rifiutata.
Questo obbligo si applica a tutte le transazioni, senza importo minimo. Non è quindi possibile rifiutare un pagamento elettronico nemmeno per importi molto bassi.
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Il quadro normativo europeo: IFR e PSD2
La regolamentazione dei pagamenti elettronici opera anche a livello europeo, con due direttive fondamentali che tutelano gli esercenti.
Interchange Fee Regulation (Regolamento UE 2015/751)
L'Interchange Fee Regulation limita le commissioni interbancarie — ovvero la quota che la banca dell'esercente (acquirer) paga alla banca del titolare della carta (issuer) — ai seguenti massimali:
- 0,20% per le transazioni con carte di debito consumer
- 0,30% per le transazioni con carte di credito consumer
Questi limiti si applicano alle carte emesse nell'area UE/SEE per transazioni con consumatori finali. Le carte aziendali (business/corporate) e le carte extra-UE non sono soggette a questi tetti.
PSD2 e Strong Customer Authentication (SCA)
La direttiva europea PSD2 (Payment Services Directive 2) ha introdotto l'obbligo della Strong Customer Authentication (SCA), che richiede almeno due fattori di autenticazione per le transazioni elettroniche. Questo ha migliorato significativamente la sicurezza dei pagamenti, riducendo le frodi e gli storni a carico degli esercenti.
Comunicazione dei dati all'Agenzia delle Entrate
I fornitori di servizi di pagamento — banche tradizionali e istituti di moneta elettronica come myPOS — sono obbligati a trasmettere mensilmente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi a:
- Commissioni addebitate all'esercente
- Numero e volume delle transazioni effettuate
L'esercente riceve dal proprio fornitore un prospetto riepilogativo mensile con il dettaglio delle commissioni su cui calcolare il 30%. Con myPOS, questi report sono sempre disponibili nell'app e nel portale web, scaricabili in formato digitale e pronti per essere trasmessi al commercialista.
La deducibilità integrale dei costi POS
Oltre al credito d'imposta, tutti i costi sostenuti per il sistema POS sono integralmente deducibili ai fini fiscali:
- Costo di acquisto del terminale: rientra nelle spese strumentali deducibili (es. myPOS Go 2 a 39€, myPOS Pro a 199-249€)
- Commissioni residue: il 70% delle commissioni che non rientra nel credito d'imposta è comunque deducibile dal reddito imponibile
- Eventuali canoni di noleggio: deducibili, ma non rientrano nel perimetro del credito d'imposta del 30%
Questo ultimo punto è particolarmente rilevante: il credito d'imposta si applica esclusivamente alle commissioni di transazione, non ai canoni di noleggio o ai costi fissi mensili.
Perché un POS senza canone ottimizza il beneficio fiscale
La struttura del credito d'imposta premia le soluzioni con commissioni e senza costi fissi. Vediamo perché con un esempio.
Consideriamo un'attività con 5.000€ di transato mensile:
| Voce | POS a noleggio (canone 25€ + comm. 1,0%) | POS di proprietà (comm. 1,20%) |
|---|---|---|
| Canone mensile | 25,00 € | 0,00 € |
| Commissioni mensili | 50,00 € | 60,00 € |
| Costo totale mensile | 75,00 € | 60,00 € |
| Credito d'imposta (30% delle commissioni) | 15,00 € | 18,00 € |
| Costo netto mensile | 60,00 € | 42,00 € |
Il canone di noleggio non genera credito d'imposta, mentre le commissioni sì. Un terminale senza canone, anche con una commissione percentuale leggermente superiore, può risultare più vantaggioso grazie alla piena applicazione del beneficio fiscale.
Conclusione
Il quadro normativo italiano ed europeo offre strumenti concreti per ridurre l'impatto economico dell'accettazione dei pagamenti elettronici nel 2026. Il credito d'imposta del 30% sulle commissioni, confermato dalla Legge di Bilancio 2026, combinato con la deducibilità integrale dei costi POS e con i tetti alle commissioni interbancarie previsti dall'IFR, consente alle PMI e ai liberi professionisti di contenere significativamente questa voce di spesa.
Per massimizzare il beneficio, è consigliabile adottare soluzioni che concentrano i costi sulle commissioni (su cui si applica il credito d'imposta) piuttosto che su canoni fissi (esclusi dal perimetro dell'agevolazione). Si raccomanda in ogni caso di confrontarsi con il proprio commercialista per verificare l'applicabilità e le modalità di utilizzo del credito nel proprio caso specifico.


